Aree geografiche di ricerca

Siano state semplici escursioni naturalistiche o impegnative missioni di ricerca, Francesco ha perlustrato in lungo e in largo la nostra penisola, in particolar modo le aree umide degli Appennini e delle Alpi.
Tra le località italiane in cui ha svolto ricerche, ricordiamo principalmente:
nel Lazio le forre e i valloni del viterbese, i monti della Tolfa, la Riserva Monterano, i monti Lucretili e i monti Simbruini, la costa meridionale del Lazio; in Valle d’Aosta il lago d’Arpy; in Piemonte Cameri (No), Madonna del Lago e Sampeyre (Cn), il Parco Naturale della Valle del Ticino; in Friuli Campone - Tramonti di Sotto (Pn) e tutta la Val Tramontina; in Lombardia il Po e Lanca di Gerole (Cremona); in Liguria la Valle Calda (Ge) e Colle San Bartolomeo (Im); in Emilia Romagna i boschi del Monte Penna; in Toscana la foresta di Camaldoli (Ar) e le Alpi Apuane (Lu-Ms); in Campania il Parco regionale del Matese e presso Mercogliano (Av); in Molise la Riserva di Collemeluccio a Pescolanciano (Is) e Casacalenda (Cb); in Calabria il Parco Nazionale del Pollino e il Lago dei Due Uomini (Cs).
Molte delle località elencate sono state raggiunte più volte nel corso degli anni, per analizzare gli andamenti demografici delle popolazioni animali.

Le attività di ricerca e studio non si sono focalizzate esclusivamente sulla fauna italiana: studi, ricerche e campionamenti hanno visto Francesco attivo anche in Francia (Entrevaux, Haut Verdon) e Spagna (Isole Baleari).

Il suo interesse, la sua passione, lo avrebbero condotto anche in estremo Oriente, in Vietnam, destinazione tanto desiderata e per la quale sarebbe dovuto partire proprio il mattino successivo al tragico incidente che ha fermato le sue ricerche, almeno qui sulla Terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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