Metodologia di ricerca

Il giovane studioso lavorava sulle specie viventi cercando di rispettare sempre la biologia di ogni singolo individuo campionato, nei limiti delle possibilità tecnologiche. 
Francesco era alla perenne ricerca di tecniche non invasive, atte a limitare possibili danneggiamenti invalidanti in quello che comunemente viene definito nelle investigazioni scientifiche "materiale biologico vivente": in breve per lui erano sempre quelle graziose creature di cui si era innamorato da piccolo, e anche se vi stava conducendo delle ricerche, il rispetto per esse era totale.
E questo amore, questo rispetto, traspaiono dal metodo che egli descrive nella propria tesi di laurea sperimentale " Struttura genetica di Salamandra salamandra in Italia" (Anno accademico 2006/2007) in cui, sintetizzando l'attività di acquisizione dei materiali di studio, scrive: "complessivamente sono stati analizzati 190 individui raccolti in 22 località rappresentative della attuale distribuzione di Salamandra salamandra in Italia... . I campionamenti sono stati eseguiti durante la primavera e l'autunno. Agli individui è stata praticata l'asportazione sul posto della porzione terminale di una falange ( toe-clipping ), dopo anestesia per immersione in una soluzione allo 0.02% di acido 3-aminobenzoico ethyl-estere (MS 222) (Heyer et al., 1994). I tessuti così prelevati sono stati momentaneamente conservati in azoto liquido, quindi trasferiti in laboratorio, in congelatori regolati a -80°C".

Per effettuare l’analisi del DNA delle popolazioni di anfibi, Francesco prelevava necessariamente porzioni minuscole di tessuto da alcuni esemplari liberi in natura, previa locale anestetizzazione dell’arto interessato, lasciando liberi i piccoli animali non appena terminato il veloce prelievo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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