Una grande passione: le salamandre e gli altri urodeli

La passione per gli urodeli, gli anfibi dotati di coda, nasce da giovanissimo presso gli ambienti umidi del Parco Regionale Marturanum. Fossero essi naturali (fossi, pozze, torrenti) o creati dall’uomo (fontanili, lavatoi, pozze e riserve d’acqua), per Francesco erano un mondo nuovo da esplorare per osservare le forme di vita in essi presenti. Talvolta accoglieva piccoli esemplari di insetti acquatici ed anfibi nei suoi acquari e terrari, riuscendo a mantenerli in vita, allevandoli con cura e profonda esperienza, per moltissimi anni.
L’osservazione ravvicinata delle caratteristiche morfologiche e del comportamento di ciascun animale trasformò ben presto una passione giovanile in osservazione scientifica, corso di studi universitari e, infine, impegno professionale.
Ma l’amore, perché di questo sentimento profondo si può parlare, nasce con le salamandre, in Val Tramontina, nel cuore delle Alpi friulane, dove Francesco si reca spesso con l’amico e mentore Claudio Bagnoli, erpetologo, originario di quella splendida valle.
La tesi di laurea, conseguita presso il Dipartimento di Ecologia e Biologia dell’Università della Tuscia di Viterbo, ha quale oggetto di studio proprio la biologia della salamandra pezzata. Per approfondire la conoscenza degli ecosistemi in cui vive questo elusivo grazioso anfibio, Francesco si reca in numerose località della penisola.

Fin dalla più giovane età, Francesco rimase affascinato dalla straordinaria variabilità geografica della livrea (la colorazione della pelle) nella salamandra pezzata (Salamandra salamandra), riscontrabile tra le singole popolazioni viventi sul continente europeo. Nella primavera del 2005 iniziò le sue ricerche sulla salamandra pezzata nella Val Tramontina (Friuli, PN), percorso di ricerca conclusosi nel 2008 con una tesi di laurea sperimentale sulla "Struttura genetica di Salamandra salamandra in Italia".
Frequentemente rilevava il DNA da piccole porzioni di tessuto biologico provenienti da individui investiti dalle auto lungo le strade, o da larve di una determinata popolazione di salamandre nate ed allevate in terrario. E' quest'ultimo il caso delle salamandre della Val Tramontina, che riteneva essere un esempio rappresentativo di una popolazione geneticamente sana della specie, tra le diverse campionate nel resto d'Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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